sabato 26 novembre 2016

Buttafuoco Oltrepo Pavese - Cerasa - 2015 - Andrea Picchioni


Degustazione del 26 novembre 2016 con Gabry e Bea

  1. GUSTO: 7
    Negli ultimi mesi sto iniziando ad apprezzare sempre più i cd. vini quotidiani, ossia vini relativamente giovani, non troppo corposi, facili da bere e, appunto, facili da abbinare alla cucina di tutti i giorni. Questo Buttafuoco fa certamente parte di questa categoria! L'annata 2015 è stata straordinaria ed infatti il vino è impeccabile. Il colore è un invitante ed intenso rubino con riflessi violacei, limpido nonostante l'assenza di filtrature. I profumi sono quelli di un vino giovane, ma comunque abbastanza complesso. I tannini un po' ruvidi, conferiti dai vitigni utilizzati (barbera, vespolina e croatina) e ancora poco smussati dal brevissimo affinamento in bottiglia, sono ben mitigati dalla freschezza e dalla morbidezza del vino, che risulta senz'altro molto equilibrato.
  2. FAIRNESS: 9
    Come dicevo nel precedente post sulla gita oltrepadana, l'Azienda Agricola Andrea Picchioni è una di quelle che mi ha maggiormente colpito ed affascinato. I suoi vini sono senz'altro definibili "naturali", ossia strettamente legati al territorio ed al lavoro in vigna, con scarso utilizzo di tecniche enologiche per preservare al massimo la peculiarità di ogni vitigno e di ogni vigna e la qualità delle uve raccolte. Picchioni ha scelto terreni particolarmente vocati e li sta coltivando con il massimo rispetto per la natura, lasciando ampie zone boschive intorno ad ogni vigna, oltre che mediante la pratica dell'inerbimento e della redistribuzione delle vinacce. Mi affascina anche l'utilizzo dei lieviti indigeni delle uve per la fermentazione ed il moderato utilizzo del legno (nel caso di questa bottiglia, solo 6 mesi in vasca)
  3. OCCASIONE: 7
    Per questo pranzo del sabato io e Vale abbiamo unito le forze con mia sorella Bea e mio cognato Gabry. Il risultato è stato notevole: zuppa di verze, arrosto di maiale con contorno di zucca, carote e patate. Il Buttafuoco è stato davvero la morte sua!
  4. ACQUISTO: 9
    Come avrete intuito, questa bottiglia è stata acquistata la settimana scorsa presso la cantina Picchioni e ci è stata illustrata personalmente dal titolare.
  5. PREZZO: 8
    Il prezzo applicato in cantina è di circa 8 euro la bottiglia. Direi che è da considerarsi ottimo sia per la qualità del prodotto che per la cura che ci sta alle spalle. Il perfetto vino quotidiano!
VOTO MEDIO: 8

lunedì 21 novembre 2016

SPECIAL EDITION - Visita in Oltrepo (Picchioni - Brandolini - Monsupello - Barbacarlo)


Come ogni anno, in prossimità del mio compleanno, organizzo una gita in visita ad alcune cantine caratteristiche di un determinato territorio.
Quest'anno la sfida è stata trovare la qualità nell'Oltrepo Pavese, territorio spesso bistrattato, sia per alcuni scandali recenti, sia per una tendenza a vini di quantità e non di qualità.
Invece ci sono davvero tantissime cantine, storiche e giovani, che si fanno portavoce di un Oltrepo poco conosciuto, ma capace di creare vini buonissimi, fatti con metodi rispettosi dell'ambiente e delle tradizioni, oltre che di raccontare storie emozionanti di vita vissuta tra le vigne!
Farò un rapido excursus delle 4 cantine visitate il 19 novembre 2016 con 7 carissimi amici, sperando di trasmettervi alcune peculiarità di ognuna e di farvi venire voglia di provare questi prodotti davvero perfetti per il mio "vino giusto"! Seguiranno, nei prossimi mesi, i commenti alle singole bottiglie, che non mancherò di stappare!

  1. Azienda Agricola Andrea Picchioni di Canneto Pavese
    Ci ha accolti, alle 10,30 di mattina, il titolare, personaggio intraprendente ma molto umile. Andrea Picchioni ha deciso, ormai una trentina di anni fa, di recuperare alcune vigne poste nelle posizioni più vocate della zona, per coltivare le uve della tradizione. Lavora con metodo biologico (inerbimento, redistribuzione delle vinacce nei vigneti e grande attenzione a non inquinare il sottosuolo, ma anche a preservare l'ambiente circostante i suoi vigneti), anche se ci ha detto di non indicarlo sulla bottiglia perchè "il biologico dovrebbe essere la norma... E' chi inquina che dovrebbe indicarlo in etichetta!". Produce, utilizzando i lieviti indigeni dell'uva, pressochè soltanto vini rossi, tutti di altissimo livello. Il suo Buttafuoco Bricco Riva Bianca ha vinto molti premi e se li merita, ma noi abbiamo anche apprezzato la sua Bonarda vivace, con profumi freschissimi di frutta rossa e una grande bevibilità, che tutti abbiamo indicato come una delle migliori mai bevute! Una menzione va anche al Pinot Nero vinificato in rosso dell'annata 2015, che uscirà la prossima primavera, che abbiamo trovato davvero fantastico!
  2. Azienda Agricola Alessio Brandolini di San Damiano Al Colle
    Alessio Brandolini è un ragazzo molto giovane, che ha preso da una decina di anni in mano l'azienda di proprietà dei suoi avi e, previa laurea in enologia e seria esperienza sul campo, ha iniziato ad imbottigliare all'insegna della qualità! Dopo averci mostrato la modalità di produzione del suo metodo classico, abbiamo assaggiato sia il suo Extra Brut (che di fatto è un pas dosè) ed il suo Rosè con metodo ancestrale. Davvero due vini eccellenti, che ci hanno ben impressionato.
  3. Azienda Agricola Monsupello di Torricella Verzate
    Questa realtà è decisamente più grande (50 ha) rispetto alle prime due, ed affonda le radici nella storia dell'Oltrepo, essendo stata fondata dal sig. Carlo Boatti nel lontano 1893. Ad oggi, oltre a produrre un'infinità di etichette per tutti i gusti, è considerata dai più il leader del metodo classico oltrepadano. Con il supporto della vulcanica ed estroversa Laura (alla quale ha fatto da contraltare l'imperscrutabile fratello Pierangelo) abbiamo assaggiato il Brut (il Nature era esaurito) che, con il suo colore ramato ed i suoi sentori mielosi, pur mantenendo la dovuta freschezza, ci ha davvero stregati! Ottimo anche il Rosè. Ci ha stupiti, in generale, la scelta di questa azienda di medie dimensioni, di produrre pressochè esclusivamente vini utilizzando il mosto fiore, ossia la prima spremitura, di maggiore qualità e rivendendo a terzi la restante parte.
  4. Azienda Agricola Barbacarlo di Lino Maga
    Molti di voi già sapranno di chi sto parlando... Ossia del personaggio più incredibile ed affascinante di tutto l'Oltrepo! Il Cav. Maga, nonostante l'età e qualche acciacco, ci ha tenuti incollati ai suoi racconti per quasi 2 ore, offrendoci un numero davvero imprecisato di assaggi di annate differenti. Per chi non lo conoscesse, Maga produce solo due vini (da uve croatina, uva rara e ughetta), prodotti da secoli nelle due vigne di proprietà della famiglia, una delle quali, il Barbacarlo (marchio registrato), è diventata di fatto la cru più importante della denominazione. Il suo modo di produzione è pressochè ancestrale, "il vino come si faceva 2000 anni fa'", dice lui. La cosa incredibile è che questo vino, proprio per come è prodotto, rispecchia in modo fedelissimo le singole annate, non essendo mai uguale a sè stesso. Nonostante facciano solo pochi mesi di affinamento in botte grande usata ("i primi due anni dell'uso della botte, il vino va buttato, perchè sa di legno!") i vini risultano già prontissimi appena usciti e capaci di evolvere per decenni!
    La chicca finale è stata l'assaggio di una delle ultime (forse proprio l'ultima, ma dato lo splendido caos di quella cantina non potrei giurarci) bottiglie del Barbacarlo 2003, bocciato dalla commissione della doc per l'eccesso zuccherino, ma osannato dalla critica e addirittura da Gino Veronelli in persona (vedi la foto qui sotto), vino che ora è diventato un cult e il simbolo del pensiero di Maga!
    Abbiamo avuto l'onore di assaggiarla perchè, per combinazione, Maga l'aveva aperta la sera prima in occasione di una visita speciale e... ne era avanzata un mezza bottiglia scarsa!

Dal punto di vista umano, l'incontro con Lino Maga è forse stato il più arricchente, ma ogni cantina ci ha mostrato sfaccettature diverse dell'Oltrepo di qualità i cui vini, per dirla sempre con Maga "sono i più profumati del mondo!"

sabato 29 ottobre 2016

Terre Lariane IGT - Bornò - 2013 - Tre Noci


Degustazione del 28 ottobre 2016 con Pax

  1. GUSTO: 7
    un gradevolissimo merlot in purezza, dal colore rubino e con un bouquet intenso e abbastanza complesso. Nonostante la buona struttura ed il vitigno che si presta a vini morbidi e rotondi, questo Bornò 2013 si presenta facile da bere ed equilibrato, con tannini, acidità e sapidità ben dosati che lo rendono un prodotto davvero interessante. L'affinamento in barrique, poi, dona quel po' di eleganza che fa sempre comodo e lascia presagire anche una buona propensione all'invecchiamento
  2. FAIRNESS: 8,5
    come nel caso di La Costa, l'Azienda Agricola Tre Noci una realtà giovane, che produce vini di qualità in Brianza, sempre nella zona di Montevecchia. In questo caso, l'azienda è ancora più piccola, con pochissimi ettari vitati, che cerca già di avere un approccio attento al rispetto per la natura e ad una agricoltura "integrata". Nei prossimi anni, oltre al merlot, è in fase di sviluppo anche un vigneto con uve pinot nero
  3. OCCASIONE: 7
    il venerdì sera prima di un piccolo ponte autunnale, con la stanchezza per la settimana lavorativa, ma la mente libera, è un momento ideale per godersi una buona bottiglia in compagnia (e se si è solo in due ce la si può godere ancora di più ;) )
  4. ACQUISTO: 8
    ho acquistato questa bottiglia qualche mese fa' al mercato dei coltivatori a km0 di Osnago, dove uno dei membri del Consorzio Terre Lariane presentava alcuni prodotti della giovane IGT, con vendita annessa. Sono convinto che questo consorzio farà molto bene alla viticultura brianzola
  5. PREZZO: 6,5
    sono certo che i proprietari hanno fatto immani sacrifici (anche economici) per coltivare terreni da anni abbandonati, per piantare le vigne migliori, per acquistare le barrique e tutti gli strumenti della cantina, ed il prodotto finale è di tutto rispetto. Ho speso volentieri 18 euro per questa bottiglia e lo rifarei senza dubbio. Da un punto di vista puramente oggettivo, confrontato con altri vini di pari livello, magari si può trovare anche qualcosa di più economico, ma tanto di cappello all'azienda agricola Tre Noci!
VOTO MEDIO: 7,4

domenica 2 ottobre 2016

Terre lariane IGT - Vino del '14 - La Costa


Degustazione dell'1 ottobre 2016 con Paolo e famiglia

  1. GUSTO: 7
    questo vino rappresenta perfettamente la filosofia della cantina La Costa: in un'annata piovosa e fredda come il 2014, infatti, l'azienda ha deciso di non vinificare in purezza il pinot nero, nonostante proprio il "San Giobbe" sia una delle etichette più interessanti della linea, per non intaccarne la qualità. La scelta è stata di vinificare il pinot nero unitamente al merlot ed al syrah, così venendo a creare un vino fresco e beverino, molto equilibrato e comunque fedele al territorio. Credo che, se mai dovessi aprire una trattoria con prodotti tipici brianzoli, vorrei che il mio "vino della casa" fosse esattamente così!
  2. FAIRNESS: 8
    in un piccolo angolo di brianza fatto di colline di castagni e verdi pascoli, si trova l'Oasi Galbusera Nera, suggestivo casale ristrutturato con stile rustico e un gusto davvero elegante. All'interno, oltre ad un fantastico ristorante vista Montevecchia, ha sede la cantina La Costa, guidata sapientemente dalla famiglia Crippa, che ha deciso di studiare i terreni limitrofi alla cascina, scegliere i vitigni migliori per ogni singolo appezzamento e farsi guidare da agronomi ed enologi per creare uno dei pochi esempi di viticoltura brianzola di qualità! Il fascino di essere a 30 km da Milano, poi, rende la loro avventura enormemente affascinante!
  3. OCCASIONE: 8
    siamo stati enormemente contenti di ospitare a pranzo Paolo, un amico che due estati fa ci ha guidati a scoprire le meraviglie della Cina e soprattutto del popolo cinese! Insieme a lui, ovviamente, c'erano sua moglie (cinese doc!) e i loro due splendidi figli, tutti in vacanza in Italia dopo alcuni anni di assenza. Il pranzo è stato davvero piacevole, a base di formaggi di capra locali (c.na Bagaggera e Fattoria Selva), salame nostrano, frutta e verdura km 0 e tris di agnolotti. Un menù ed una compagnia davvero perfetti!
  4. ACQUISTO: 8
    ho acquistato questa bottiglia poche settimane fa durante una passeggiata presso l'Oasi Galbusera Nera. Un cortese e competente collaboratore dell'azienda, nonostante fosse impegnato a servire un pranzo di matrimonio, ci ha pazientemente spiegato ogni vino e fatto assaggiare quasi tutti i prodotti in lista
  5. PREZZO: 7
    10 € sono senz'altro ben spesi per questo vino davvero piacevole. Probabilmente il fatto che si tratti di una realtà piccola che punta tutto sulla qualità non consente prezzi paragonabili alla GDO o ad altri colossi del vino, ma a noi piace La Costa proprio per questo e siamo convinti che valga davvero la pena investire sui loro vini
VOTO MEDIO: 7,6

domenica 18 settembre 2016

Rosso di Toscana IGT - Poderi del bello ovile - 2008 - Serego Alighieri (Masi) - Magnum


Degustazione del 17 settembre 2016

  1. GUSTO: 7
    un vino molto equilibrato, forse fin troppo "perfettino" eun po' diverso da come me lo aspettavo. Le uve sangiovese, canaiolo e ciliegiolo sono tipiche dei vini toscani, profumati e facili da bere. Il colore rosso rubino intenso, da questo punto di vista, non fa una piega. Passando all'esame olfattivo, però, non ritrovo i tipici profumi del sangiovese, quanto piuttosto profumi più minerali e sentori di liquirizia, comunque molto interessanti. Anche passando al gusto, i 13% indicati sull'etichetta vengono in qualche modo smentiti da una struttura molto più importante. Gli 8 anni dalla vendemmia, d'altra parte, non hanno intaccato in alcun modo il vino, che si presenta ancora perfettamente rotondo e corposo
  2. FAIRNESS: 7
    Masi Agricola è una delle realtà più grandi ed importanti della Valpolicella e produce vini di grande livello, con grandi numeri e con una grossa fetta di mercato occupata dalla GDO. I Serego Alighieri, dal canto loro, sono la famiglia discendente dal poeta Dante, emigrata in Veneto poco dopo la morte del predetto e ritornata in Toscana proprio per l'acquisto dei vigneti dai quali nasce questo vino. Sicuramente una bella idea commerciale! Se da un lato manca il fascino di una produzione che nasce dalle mani e dalla testa di un contadino "autoctono", come piace a noi, dall'altro va segnalato che il vigneto "Poderi del bello ovile" è stato inserito nel progetto "masigreen", sovvenzionato anche dal Ministero, nel quale viene fatta particolare attenzione al basso consumo energetico, al rispetto dell'ambiente e al limitato uso di concimi chimici, assecondando così il più possibile il ciclo naturale del vigneto
  3. OCCASIONE: 7,5
    una bella cena denominata "fratellanza", con i miei fratelli e le sorelle di mio cognato Gabriele, che io e Tommy incontravamo per la prima volta. L'atmosfera è stata sin da subito molto serena e "alla mano" ed il formato magnum della bottiglia, oltre a fronteggiare le tante gole da dissetare, ha dato quel tocco in più di convivialità
  4. ACQUISTO: 8
    il suddetto cognato mi ha regalato questa magnum quando ci conoscevamo appena. Direi che ha fin da subito capito quali sarebbero stati i tasti giusti da toccare per conquistarsi la mia fiducia!
  5. PREZZO: 7,5
    per le ragioni di cui sopra, non conosco il prezzo della bottiglia. Come di consueto, in questi casi mi limito a segnalare che su internet si trova a circa 12€ la bottiglia, un prezzo sicuramente onesto
VOTO MEDIO: 7,4

lunedì 12 settembre 2016

Cinque Terre - Magioa - 2015 - Buranco



Degustazione dell'11 settembre 2016


  1. GUSTO: 7
    è un vino prodotto con i vitigni autoctoni bosco e albarola, oltre al "quasi" autoctono vermentino. Sicuramente è un bianco che mostra la sua forte personalità e territorialità, cosa che abbiamo molto apprezzato. I profumi si sono aperti dopo qualche minuto e sono piuttosto delicati, ma raffinati. Il sapore è senz'altro sapido, ma molto gradevole. Lo scarso (o forse addirittura nullo) utilizzo di solfiti, infine, rende il prodotto particolarmente facile da bere. Perfetto l'abbinamento con una straordinaria pasta all'uovo con gamberetti e zucchine
  2. FAIRNESS: 8
    Buranco è una delle realtà più importanti e prestigiose delle Cinque Terre, territorio talmente impervio e unico che già da solo merita profondo rispetto per ogni vignaiolo. Vigneti abbarbicati sulla montagna, affacciati sul mare, coltivati in modo quasi esclusivamente manuale, che godono di un'esposizione verso sud e di una ottima influenza delle brezze marine. Chi è stato nella cantina Buranco, poi, riferisce anche di una magione particolarmente suggestiva e ben curata che domina il golfo di Monterosso. Come si diceva, Buranco è sempre stato in prima linea per la produzione di vino senza solfiti, sfida affascinante e sempre apprezzata!
  3. OCCASIONE: 8,5
    ogni anno, la domenica dopo l'8 di settembre (S. Maria Nascente) si festeggia a Bernareggio la festa del paese. In particolare, quest'anno siamo stati ospiti dalla zia Emy in occasione dei suoi (primi) 60 anni! Erano presenti molti familiari, tra cui il mitico zio Antonio, già citato in precedenti post, grande appassionato di vini. Oltre al vino in oggetto, offerto dalla padrona di casa, infatti, abbiamo stappato alcuni eccellenti bottiglie portate dagli ospiti: uno sforzato di Nino Negri 2004, un Barolo Mosconi di Fantino Conterno del 1996, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Serra Fiorese di Garofoli 2013. Concluso il pasto, la zia si è superata sfornando anche uno Champagne Wiston Churchill di Pol Roger del 1999 (straordinario!!!) e un rarissimo Schiacchettrà di Mario Andreoli 2012 (artigianale, ma unico!)! Per ognuno di questi vini (alcuni davvero speciali!) sarebbe stata necessaria una recensione, ma abbiamo optato per questo prodotto che, oltre ad aver retto il difficile confronto, è di nicchia, di qualità, molto originale e anche più accessibile rispetto ad alcuni dei suddetti grandi vini... un "vino giusto"!
  4. ACQUISTO: 9,5
    la bottiglia che abbiamo assaggiato è stata acquistata dalla zia durante una visita a Monterosso, nella quale ha avuto anche la possibilità di essere ospite del proprietario, Gigi Grillo, di cenare con lui e di conoscere la sua famiglia. La descrizione che Gigi Grillo (che anche io ho incontrato ad una degustazione proprio a Monterosso nell'aprile 2015) ha fatto della sua produzione ci ha davvero affascinato, perchè la sua azienda rappresenta un bel mix tra la cultura contadina della cinque terre e l'approccio imprenditoriale e moderno di un uomo di mondo come lui stesso sicuramente è.
  5. PREZZO: (7)
    non conosco quale sia l'esatto prezzo di questa bottiglia, anche se credo sia compreso nella fascia tra 15-20 €. In tal caso sarebbe un prezzo certamente proporzionato alla qualità, rarità e peculiarità del prodotto, oltre che alla difficoltà di produzione
VOTO MEDIO: 8

sabato 10 settembre 2016

SPECIAL EDITION - Vin Chè 2016 - "Il sogno di Tassodine"


Degustazione del 9 settembre 2016 con Pax, Sere e Guido

Il "VinChè" è stata una piacevolissima sorpresa!
Si tratta di una festa del vino organizzata da un gruppo di giovani ragazzi della zona di Calusco d'Adda e Carvico (associazione culturale Lunanuova) nella splendida location del parco Serraglio di Carvico.
La festa offre la possibilità di mangiare piatti raffinati seduti su balle di fieno rettangolari, in mezzo a piante secolari, al lume di candela, assaggiando vini di buona qualità e ad un prezzo equo; oppure è possibile effettuare una vera e propria degustazione nella suggestiva location indoor, con volte a crociera in mattoni!
Venendo al vino in degustazione, erano presenti alcune piccole realtà provenienti soprattutto da zone poco distanti, che proponevano vino di qualità e anche qualche storia davvero affascinante.
Tra le aziende presenti, la menzione d'onore va senz'altro alla realtà più piccola e territoriale, l'Azienda Agricola Tassodine.
Da circa 10 anni l'azienda gestisce poco più di un ettaro sull'omonima collina al confine tra le Province di Lecco e Bergamo, con vista su tutta la pianura padana (nella foto).
Insomma, l'imprenditore Giuseppe Magni ha realizzato il sogno di ogni appassionato di vino padano...
Fin dalla piantumazione sono stati effettuati studi agronomici sul terreno, sulla scelta dei vitigni e sulla disposizione delle singole piante. I vigneti producono il classico merlot e, udite udite, il pinot nero (unico produttore della Provincia di Bergamo)! E' proprio questo il vino che merita maggiormente di essere assaggiato: colore molto scarico, forte riconoscibilità ed eleganza. Può già sfidare i migliori pinot neri italiani!
Altro vino che mi ha convinto è il Goccione dell'azienda Roberto Lucarelli (Pesaro), sangiovese in purezza affinato in rovere per 18-24 mesi, anch'esso elegante e molto bevibile.
Venendo ai bianchi, è stato piacevole sentire il titolare di Cascina Feliciana (zona lugana), raccontarci come nasce il suo Torfel, della DOP San Martino della Battaglia, con uve Tocai (lì chiamate "tuchi"). Il vino, sia ben inteso, ci è anche piaciuto molto, anche forse di più del lugana Felugan.
Della cantina Villa Canestrari (valpolicella), ci ha colpito maggiormente il Soave Superiore Riserva Augo, nel quale l'affinamento in barrique conferisce profumi speziati e complessi ed un sentore vanigliato davvero piacevole!
Tra gli spumanti, interessante il metodo charmat da uve chardonnay coltivate a Pontida da Cascina Drezza, ma ci è piaciuto di più il metodo classico, sempre da uve chardonnay, ma proveniente dai colli piacentini (anche questa una chicca!), della cantina Luretta.
Insomma, una serata molto piacevole, istruttiva ed interessante!
L'affluenza ha premiato gli organizzatori, ai quali l'anno prossimo chiediamo un ulteriore salto di qualità!