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venerdì 1 settembre 2017

Breve resoconto di un "naturale" agosto romagnolo


Come ogni anno, insieme ad un folto numero di amici ed ai loro ancor più numerosi marmocchi, abbiamo affittato una villa per godere in compagnia delle ferie agostane.
Quest'anno è toccato a Cervia, che ci ha davvero sorpreso positivamente!
Ovviamente mi sono premurato di reperire cantine, winebar e ristoranti nella zona, che avessero una buona selezione di vini locali, meglio se con filosofia "naturale" (zero chimica in vigna e in cantina).
Nel viaggio di andata ho fatto tappa da Cinque Campi, piccola realtà a 15 km da Reggio Emilia, che propone un gamma davvero interessantissima. Il loro Terbianc, vari tipi di trebbiano rifermentati in bottiglia, è stato il primo amore della vacanza, e senz'altro uno dei vini che abbiamo maggiormente apprezzato! La lieve macerazione sulle bucce, infatti, ha conferito al vino profumi e sapori che lo rendono molto piacevole e riconoscibile. Della stessa cantina, forse ancor più complesso ed elegante, il BoraLunga, orange fermo, da vigne di oltre 80anni, da uve spergola e, in piccola parte, moscato, veramente straordinario (anche perchè bevuto con del branzino alla brace home made di tutto rispetto)! Ottimi anche il rosso fermo Le Marcone ed il lambrusco, secco e molto beverino, ma senz'altro meno complesso degli altri vini della casa. Mi spiace molto che il metodo classico e l'ancestrale da uve spergola fossero terminati... In sintesi, azienda veramente ottima e consigliata!
Girando con la carovana di mogli e bambini, poi, ci siamo imbattuti nell'Osteria del Gran Fritto, locale molto carino, ove abbiamo accompagnato il fritto misto con un altro rifermentato, il Pignoletto sur lie, molto più semplice del Terbianc, ma ottimo come accompagnamento per un fritto leggero.
Ancora, nella piazza centrale di cervia, si trova un locale molto interessante, l'Enoteca Pisacane (Vini e Tapas), che propone un carta molto nutrita di vini biologici, biodinamici, triple A e in generale molto ricercati (quanto alle tapas, ben fatte, ma con porzioni davvero minime). Qui ci siamo dati a due diversi Franciacorta, ossia il Casa Caterina 36 mesi ed il 1701 Brut. Il primo sicuramente più evoluto e complesso, il secondo forse più preciso e verticale.
Verso la metà della vacanza, quando il vino in casa iniziava a scarseggiare, abbiamo organizzato la gita alla cantina Villa Venti, distante una ventina di km sulle colline di Cesena, ove abbiamo trascorso un'oretta con uno dei due titolari. Il luogo, come si nota dall'immagine, era da sogno e anche la cortesia con la quale il vigneron ci ha raccontato la storia sua e dell'azienda è stata ammirevole. Il core business è quello di produrre un sangiovese di terroir, e per far ciò è stata richiesta la consulenza di uno degli agronomi maestri del sangiovese (toscano), il compianto Remigio Bordini, unitamente al figlio enologo. Sono stati selezionati 4 cloni, piantati nelle singole parti di terreno rispettivamente più vocate, al fine di ottenere complessità e profondità. Il risultato è davvero ottimo, con il Primo Segno (sangiovese "base") che si presenta molto elegante, minerale e certamente non muscolare come spesso accade ai sangiovese "fuori sede". Da segnalare anche il Serenaro, bianco fermo da uve "famoso", anch'esso molto minerale e sapido.
Da ultimo, nel viaggio di ritorno, abbiamo fatto sosta a Brisighella, bellissimo borgo, nel quale abbiamo trovato un ristorante veramente straordinario, il top rated della vacanza! Si tratta della Cantina del Buonconsiglio, ubicato in una vietta secondaria, anch'esso fornitissimo di vini di territorio (e naturali), ove abbiamo assaggiato una particolare albana "orange" secca, della cantina Ancarani, per l'esattezza il Santa Lusa. Vino potente, alcolico, ma veramente piacevole, con note di frutta bianca surmatura e un'ottima persistenza, ottimo anche con primi piatti importanti.
Insomma, la Romagna non è solo terra di piadina, spiaggia e discoteca!
Ho trovato, al contrario, una grande attenzione alla qualità dei prodotti, sia gastronomici che enologici. Con riferimento a questi ultimi, ho scoperto un ventaglio veramente vario, con picchi di eccellenza, dal lambrusco, al rosso "stile Oltrepo", al sangiovese, al bianco rifermentato, al metodo classico, al bianco semplice, a quello più complesso... Fino all'albana passita... Che però non ho mai ancora assaggiato...

domenica 18 settembre 2016

Rosso di Toscana IGT - Poderi del bello ovile - 2008 - Serego Alighieri (Masi) - Magnum


Degustazione del 17 settembre 2016

  1. GUSTO: 7
    un vino molto equilibrato, forse fin troppo "perfettino" eun po' diverso da come me lo aspettavo. Le uve sangiovese, canaiolo e ciliegiolo sono tipiche dei vini toscani, profumati e facili da bere. Il colore rosso rubino intenso, da questo punto di vista, non fa una piega. Passando all'esame olfattivo, però, non ritrovo i tipici profumi del sangiovese, quanto piuttosto profumi più minerali e sentori di liquirizia, comunque molto interessanti. Anche passando al gusto, i 13% indicati sull'etichetta vengono in qualche modo smentiti da una struttura molto più importante. Gli 8 anni dalla vendemmia, d'altra parte, non hanno intaccato in alcun modo il vino, che si presenta ancora perfettamente rotondo e corposo
  2. FAIRNESS: 7
    Masi Agricola è una delle realtà più grandi ed importanti della Valpolicella e produce vini di grande livello, con grandi numeri e con una grossa fetta di mercato occupata dalla GDO. I Serego Alighieri, dal canto loro, sono la famiglia discendente dal poeta Dante, emigrata in Veneto poco dopo la morte del predetto e ritornata in Toscana proprio per l'acquisto dei vigneti dai quali nasce questo vino. Sicuramente una bella idea commerciale! Se da un lato manca il fascino di una produzione che nasce dalle mani e dalla testa di un contadino "autoctono", come piace a noi, dall'altro va segnalato che il vigneto "Poderi del bello ovile" è stato inserito nel progetto "masigreen", sovvenzionato anche dal Ministero, nel quale viene fatta particolare attenzione al basso consumo energetico, al rispetto dell'ambiente e al limitato uso di concimi chimici, assecondando così il più possibile il ciclo naturale del vigneto
  3. OCCASIONE: 7,5
    una bella cena denominata "fratellanza", con i miei fratelli e le sorelle di mio cognato Gabriele, che io e Tommy incontravamo per la prima volta. L'atmosfera è stata sin da subito molto serena e "alla mano" ed il formato magnum della bottiglia, oltre a fronteggiare le tante gole da dissetare, ha dato quel tocco in più di convivialità
  4. ACQUISTO: 8
    il suddetto cognato mi ha regalato questa magnum quando ci conoscevamo appena. Direi che ha fin da subito capito quali sarebbero stati i tasti giusti da toccare per conquistarsi la mia fiducia!
  5. PREZZO: 7,5
    per le ragioni di cui sopra, non conosco il prezzo della bottiglia. Come di consueto, in questi casi mi limito a segnalare che su internet si trova a circa 12€ la bottiglia, un prezzo sicuramente onesto
VOTO MEDIO: 7,4