sabato 29 ottobre 2016

Terre Lariane IGT - Bornò - 2013 - Tre Noci


Degustazione del 28 ottobre 2016 con Pax

  1. GUSTO: 7
    un gradevolissimo merlot in purezza, dal colore rubino e con un bouquet intenso e abbastanza complesso. Nonostante la buona struttura ed il vitigno che si presta a vini morbidi e rotondi, questo Bornò 2013 si presenta facile da bere ed equilibrato, con tannini, acidità e sapidità ben dosati che lo rendono un prodotto davvero interessante. L'affinamento in barrique, poi, dona quel po' di eleganza che fa sempre comodo e lascia presagire anche una buona propensione all'invecchiamento
  2. FAIRNESS: 8,5
    come nel caso di La Costa, l'Azienda Agricola Tre Noci una realtà giovane, che produce vini di qualità in Brianza, sempre nella zona di Montevecchia. In questo caso, l'azienda è ancora più piccola, con pochissimi ettari vitati, che cerca già di avere un approccio attento al rispetto per la natura e ad una agricoltura "integrata". Nei prossimi anni, oltre al merlot, è in fase di sviluppo anche un vigneto con uve pinot nero
  3. OCCASIONE: 7
    il venerdì sera prima di un piccolo ponte autunnale, con la stanchezza per la settimana lavorativa, ma la mente libera, è un momento ideale per godersi una buona bottiglia in compagnia (e se si è solo in due ce la si può godere ancora di più ;) )
  4. ACQUISTO: 8
    ho acquistato questa bottiglia qualche mese fa' al mercato dei coltivatori a km0 di Osnago, dove uno dei membri del Consorzio Terre Lariane presentava alcuni prodotti della giovane IGT, con vendita annessa. Sono convinto che questo consorzio farà molto bene alla viticultura brianzola
  5. PREZZO: 6,5
    sono certo che i proprietari hanno fatto immani sacrifici (anche economici) per coltivare terreni da anni abbandonati, per piantare le vigne migliori, per acquistare le barrique e tutti gli strumenti della cantina, ed il prodotto finale è di tutto rispetto. Ho speso volentieri 18 euro per questa bottiglia e lo rifarei senza dubbio. Da un punto di vista puramente oggettivo, confrontato con altri vini di pari livello, magari si può trovare anche qualcosa di più economico, ma tanto di cappello all'azienda agricola Tre Noci!
VOTO MEDIO: 7,4

domenica 2 ottobre 2016

Terre lariane IGT - Vino del '14 - La Costa


Degustazione dell'1 ottobre 2016 con Paolo e famiglia

  1. GUSTO: 7
    questo vino rappresenta perfettamente la filosofia della cantina La Costa: in un'annata piovosa e fredda come il 2014, infatti, l'azienda ha deciso di non vinificare in purezza il pinot nero, nonostante proprio il "San Giobbe" sia una delle etichette più interessanti della linea, per non intaccarne la qualità. La scelta è stata di vinificare il pinot nero unitamente al merlot ed al syrah, così venendo a creare un vino fresco e beverino, molto equilibrato e comunque fedele al territorio. Credo che, se mai dovessi aprire una trattoria con prodotti tipici brianzoli, vorrei che il mio "vino della casa" fosse esattamente così!
  2. FAIRNESS: 8
    in un piccolo angolo di brianza fatto di colline di castagni e verdi pascoli, si trova l'Oasi Galbusera Nera, suggestivo casale ristrutturato con stile rustico e un gusto davvero elegante. All'interno, oltre ad un fantastico ristorante vista Montevecchia, ha sede la cantina La Costa, guidata sapientemente dalla famiglia Crippa, che ha deciso di studiare i terreni limitrofi alla cascina, scegliere i vitigni migliori per ogni singolo appezzamento e farsi guidare da agronomi ed enologi per creare uno dei pochi esempi di viticoltura brianzola di qualità! Il fascino di essere a 30 km da Milano, poi, rende la loro avventura enormemente affascinante!
  3. OCCASIONE: 8
    siamo stati enormemente contenti di ospitare a pranzo Paolo, un amico che due estati fa ci ha guidati a scoprire le meraviglie della Cina e soprattutto del popolo cinese! Insieme a lui, ovviamente, c'erano sua moglie (cinese doc!) e i loro due splendidi figli, tutti in vacanza in Italia dopo alcuni anni di assenza. Il pranzo è stato davvero piacevole, a base di formaggi di capra locali (c.na Bagaggera e Fattoria Selva), salame nostrano, frutta e verdura km 0 e tris di agnolotti. Un menù ed una compagnia davvero perfetti!
  4. ACQUISTO: 8
    ho acquistato questa bottiglia poche settimane fa durante una passeggiata presso l'Oasi Galbusera Nera. Un cortese e competente collaboratore dell'azienda, nonostante fosse impegnato a servire un pranzo di matrimonio, ci ha pazientemente spiegato ogni vino e fatto assaggiare quasi tutti i prodotti in lista
  5. PREZZO: 7
    10 € sono senz'altro ben spesi per questo vino davvero piacevole. Probabilmente il fatto che si tratti di una realtà piccola che punta tutto sulla qualità non consente prezzi paragonabili alla GDO o ad altri colossi del vino, ma a noi piace La Costa proprio per questo e siamo convinti che valga davvero la pena investire sui loro vini
VOTO MEDIO: 7,6

domenica 18 settembre 2016

Rosso di Toscana IGT - Poderi del bello ovile - 2008 - Serego Alighieri (Masi) - Magnum


Degustazione del 17 settembre 2016

  1. GUSTO: 7
    un vino molto equilibrato, forse fin troppo "perfettino" eun po' diverso da come me lo aspettavo. Le uve sangiovese, canaiolo e ciliegiolo sono tipiche dei vini toscani, profumati e facili da bere. Il colore rosso rubino intenso, da questo punto di vista, non fa una piega. Passando all'esame olfattivo, però, non ritrovo i tipici profumi del sangiovese, quanto piuttosto profumi più minerali e sentori di liquirizia, comunque molto interessanti. Anche passando al gusto, i 13% indicati sull'etichetta vengono in qualche modo smentiti da una struttura molto più importante. Gli 8 anni dalla vendemmia, d'altra parte, non hanno intaccato in alcun modo il vino, che si presenta ancora perfettamente rotondo e corposo
  2. FAIRNESS: 7
    Masi Agricola è una delle realtà più grandi ed importanti della Valpolicella e produce vini di grande livello, con grandi numeri e con una grossa fetta di mercato occupata dalla GDO. I Serego Alighieri, dal canto loro, sono la famiglia discendente dal poeta Dante, emigrata in Veneto poco dopo la morte del predetto e ritornata in Toscana proprio per l'acquisto dei vigneti dai quali nasce questo vino. Sicuramente una bella idea commerciale! Se da un lato manca il fascino di una produzione che nasce dalle mani e dalla testa di un contadino "autoctono", come piace a noi, dall'altro va segnalato che il vigneto "Poderi del bello ovile" è stato inserito nel progetto "masigreen", sovvenzionato anche dal Ministero, nel quale viene fatta particolare attenzione al basso consumo energetico, al rispetto dell'ambiente e al limitato uso di concimi chimici, assecondando così il più possibile il ciclo naturale del vigneto
  3. OCCASIONE: 7,5
    una bella cena denominata "fratellanza", con i miei fratelli e le sorelle di mio cognato Gabriele, che io e Tommy incontravamo per la prima volta. L'atmosfera è stata sin da subito molto serena e "alla mano" ed il formato magnum della bottiglia, oltre a fronteggiare le tante gole da dissetare, ha dato quel tocco in più di convivialità
  4. ACQUISTO: 8
    il suddetto cognato mi ha regalato questa magnum quando ci conoscevamo appena. Direi che ha fin da subito capito quali sarebbero stati i tasti giusti da toccare per conquistarsi la mia fiducia!
  5. PREZZO: 7,5
    per le ragioni di cui sopra, non conosco il prezzo della bottiglia. Come di consueto, in questi casi mi limito a segnalare che su internet si trova a circa 12€ la bottiglia, un prezzo sicuramente onesto
VOTO MEDIO: 7,4

lunedì 12 settembre 2016

Cinque Terre - Magioa - 2015 - Buranco



Degustazione dell'11 settembre 2016


  1. GUSTO: 7
    è un vino prodotto con i vitigni autoctoni bosco e albarola, oltre al "quasi" autoctono vermentino. Sicuramente è un bianco che mostra la sua forte personalità e territorialità, cosa che abbiamo molto apprezzato. I profumi si sono aperti dopo qualche minuto e sono piuttosto delicati, ma raffinati. Il sapore è senz'altro sapido, ma molto gradevole. Lo scarso (o forse addirittura nullo) utilizzo di solfiti, infine, rende il prodotto particolarmente facile da bere. Perfetto l'abbinamento con una straordinaria pasta all'uovo con gamberetti e zucchine
  2. FAIRNESS: 8
    Buranco è una delle realtà più importanti e prestigiose delle Cinque Terre, territorio talmente impervio e unico che già da solo merita profondo rispetto per ogni vignaiolo. Vigneti abbarbicati sulla montagna, affacciati sul mare, coltivati in modo quasi esclusivamente manuale, che godono di un'esposizione verso sud e di una ottima influenza delle brezze marine. Chi è stato nella cantina Buranco, poi, riferisce anche di una magione particolarmente suggestiva e ben curata che domina il golfo di Monterosso. Come si diceva, Buranco è sempre stato in prima linea per la produzione di vino senza solfiti, sfida affascinante e sempre apprezzata!
  3. OCCASIONE: 8,5
    ogni anno, la domenica dopo l'8 di settembre (S. Maria Nascente) si festeggia a Bernareggio la festa del paese. In particolare, quest'anno siamo stati ospiti dalla zia Emy in occasione dei suoi (primi) 60 anni! Erano presenti molti familiari, tra cui il mitico zio Antonio, già citato in precedenti post, grande appassionato di vini. Oltre al vino in oggetto, offerto dalla padrona di casa, infatti, abbiamo stappato alcuni eccellenti bottiglie portate dagli ospiti: uno sforzato di Nino Negri 2004, un Barolo Mosconi di Fantino Conterno del 1996, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Serra Fiorese di Garofoli 2013. Concluso il pasto, la zia si è superata sfornando anche uno Champagne Wiston Churchill di Pol Roger del 1999 (straordinario!!!) e un rarissimo Schiacchettrà di Mario Andreoli 2012 (artigianale, ma unico!)! Per ognuno di questi vini (alcuni davvero speciali!) sarebbe stata necessaria una recensione, ma abbiamo optato per questo prodotto che, oltre ad aver retto il difficile confronto, è di nicchia, di qualità, molto originale e anche più accessibile rispetto ad alcuni dei suddetti grandi vini... un "vino giusto"!
  4. ACQUISTO: 9,5
    la bottiglia che abbiamo assaggiato è stata acquistata dalla zia durante una visita a Monterosso, nella quale ha avuto anche la possibilità di essere ospite del proprietario, Gigi Grillo, di cenare con lui e di conoscere la sua famiglia. La descrizione che Gigi Grillo (che anche io ho incontrato ad una degustazione proprio a Monterosso nell'aprile 2015) ha fatto della sua produzione ci ha davvero affascinato, perchè la sua azienda rappresenta un bel mix tra la cultura contadina della cinque terre e l'approccio imprenditoriale e moderno di un uomo di mondo come lui stesso sicuramente è.
  5. PREZZO: (7)
    non conosco quale sia l'esatto prezzo di questa bottiglia, anche se credo sia compreso nella fascia tra 15-20 €. In tal caso sarebbe un prezzo certamente proporzionato alla qualità, rarità e peculiarità del prodotto, oltre che alla difficoltà di produzione
VOTO MEDIO: 8

sabato 10 settembre 2016

SPECIAL EDITION - Vin Chè 2016 - "Il sogno di Tassodine"


Degustazione del 9 settembre 2016 con Pax, Sere e Guido

Il "VinChè" è stata una piacevolissima sorpresa!
Si tratta di una festa del vino organizzata da un gruppo di giovani ragazzi della zona di Calusco d'Adda e Carvico (associazione culturale Lunanuova) nella splendida location del parco Serraglio di Carvico.
La festa offre la possibilità di mangiare piatti raffinati seduti su balle di fieno rettangolari, in mezzo a piante secolari, al lume di candela, assaggiando vini di buona qualità e ad un prezzo equo; oppure è possibile effettuare una vera e propria degustazione nella suggestiva location indoor, con volte a crociera in mattoni!
Venendo al vino in degustazione, erano presenti alcune piccole realtà provenienti soprattutto da zone poco distanti, che proponevano vino di qualità e anche qualche storia davvero affascinante.
Tra le aziende presenti, la menzione d'onore va senz'altro alla realtà più piccola e territoriale, l'Azienda Agricola Tassodine.
Da circa 10 anni l'azienda gestisce poco più di un ettaro sull'omonima collina al confine tra le Province di Lecco e Bergamo, con vista su tutta la pianura padana (nella foto).
Insomma, l'imprenditore Giuseppe Magni ha realizzato il sogno di ogni appassionato di vino padano...
Fin dalla piantumazione sono stati effettuati studi agronomici sul terreno, sulla scelta dei vitigni e sulla disposizione delle singole piante. I vigneti producono il classico merlot e, udite udite, il pinot nero (unico produttore della Provincia di Bergamo)! E' proprio questo il vino che merita maggiormente di essere assaggiato: colore molto scarico, forte riconoscibilità ed eleganza. Può già sfidare i migliori pinot neri italiani!
Altro vino che mi ha convinto è il Goccione dell'azienda Roberto Lucarelli (Pesaro), sangiovese in purezza affinato in rovere per 18-24 mesi, anch'esso elegante e molto bevibile.
Venendo ai bianchi, è stato piacevole sentire il titolare di Cascina Feliciana (zona lugana), raccontarci come nasce il suo Torfel, della DOP San Martino della Battaglia, con uve Tocai (lì chiamate "tuchi"). Il vino, sia ben inteso, ci è anche piaciuto molto, anche forse di più del lugana Felugan.
Della cantina Villa Canestrari (valpolicella), ci ha colpito maggiormente il Soave Superiore Riserva Augo, nel quale l'affinamento in barrique conferisce profumi speziati e complessi ed un sentore vanigliato davvero piacevole!
Tra gli spumanti, interessante il metodo charmat da uve chardonnay coltivate a Pontida da Cascina Drezza, ma ci è piaciuto di più il metodo classico, sempre da uve chardonnay, ma proveniente dai colli piacentini (anche questa una chicca!), della cantina Luretta.
Insomma, una serata molto piacevole, istruttiva ed interessante!
L'affluenza ha premiato gli organizzatori, ai quali l'anno prossimo chiediamo un ulteriore salto di qualità!

mercoledì 31 agosto 2016

SPECIAL EDITION - Estate 2016 sul Conero: Garofoli rulez!


Degustazioni varie dal 7 al 20 agosto, con Mago, Guido, Ale e Betty

Eravamo partiti con l'idea di sviscerare ogni segreto sul Verdicchio dei Castelli di Jesi, da degustare in abbinamento a valanghe di pesce appena pescato... Dopo 2 settimane abbiamo capito che nel mese di agosto, complice forse il fermo pesca, non si trova un pesce dell'adriatico nemmeno alle 8 del mattino al porto di Numana; e quanto al verdicchio, la sua mineralità e acidità ce lo hanno reso più difficile del previsto... Ma la vera sorpresa è stato il Rosso Conero!
Da uve 100% (o quasi) montepulciano (quello dell'Abruzzo), ne abbiamo assaggiato diverse versioni, giungendo alla conclusione che si tratta di un vino ricco di personalità, profumato e facile da bere nelle versioni "giovani" e corposo, complesso ed elegante nelle versioni "riserva".
La cantina simbolo della nostra vacanza è stata Garofoli, con sede a Loreto e wineshop a Castelfidardo, a 10 minuti di macchina dalla nostra villa di Numana.
Si tratta di una cantina storica, che ha fatto la storia del vino marchigiano, dal verdicchio al rosso conero, passando per il rosso piceno e per una interessante versione di metodo classico con uve verdicchio!
Abbiamo assaggiato una decina di diverse etichette, sulle oltre 20 prodotte dall'azienda ed abbiamo concluso che, nonostante l'ingente numero di bottiglie e di etichette prodotte, la qualità è altissima e ogni tipo di gusto ed esigenza trova appagamento.
Su tutti, una menzione speciale va allo straordinario Rosso Conero "Pian Carda", da 7,5 € la bottiglia, che ha messo tutti d'accordo con la sua enorme morbidezza e piacevolezza e con i suoi profumi e sapori di frutta rossa: da bere a secchiate!
Complesso e sicuramente meritevole dei suoi 15 € l'Agontano Grosso (riserva del rosso conero), vino da meditazione con i suoi 15%.
Tra i veridcchi c'è una vera escalation di complessità dal Macrina (6€), al Podium (13€), alla selezione Garofoli (23€). Eccezionale il Podium 2007 degustato in cantina, che dopo 9 anni ci ha mostrato il perchè questo vitigno è da molti considerati uno dei più longevi e prestigiosi d'Italia.
Il più piacevole dei verdicchi, però, ci è sembrato il Serra Fiorese, che matura in barrique!
Ecco, infine, alcuni altri vini che abbiamo degustato, oltre a quelli che abbiamo già citato:
- Vermentino di Maremma Toscana 2013 - Il Gabbiano, profumato, caldo, buonissimo
- Colli tortonesi Timorasso - Derthona 2013 - La Colombera, sapido e lievemente agrumato
- Camerlano 2011 - Garofoli, corposo, persistente, elegante
- Brut Riserva 2009 - Garofoli (60 mesi sui lieviti), fresco e piacevole
- Verdicchio dei Castelli di Jesi  Classico Superiore "Bonci San Michele" 2011 - Vallerosa Bonci, pluripremiato nella sua categoria, minerale e sapido

domenica 31 luglio 2016

Masaren - Azienda agricola Quinson


Degustazione del 31 luglio 2016 in famiglia

  1. GUSTO: 7
    ero a pranzo con la famiglia in uno dei migliori ristoranti di Valtournenche, il Foyer des Guides, e volevo assaggiare un vino giovane, beverino, ma pur sempre valdostano. Memore della difficoltà di approccio e della complessità di alcuni vitigni autoctoni, mi sono buttato, quasi alla cieca, su questo blend di quasi tutti i vigneti a bacca rossa autoctoni della valle, ed ho trovato esattamente quello che cercavo: profumi di frutti di bosco, beva fresca e una nota leggermente acida che non ne rovina, però, la piacevolezza. Un modo semplice per bere valdostano! Trattandosi di vino rosso senza una specifica denominazione (Vin rouge), non era indicata l'annata, ma credo fosse 2014. Oggi l'ho accompagnato ad un filetto di angus argentino che si scioglieva in bocca!
  2. FAIRNESS: 8
    non si trova pressochè nulla sull'azienda Quinson online (e già questo è un buon segno, per i miei standard!). Quel che ho capito è che si tratta di una piccolissima realtà (8ha) che produce vino di qualità, senza cedere ad alcun compromesso con il mercato! Mi basta...
  3. OCCASIONE: 8
    quando siamo in montagna con la famiglia, spesso ci concediamo il lusso di un pranzo o una cena al "Foyer", ristorante posto in una location mozzafiato, unico esempio, per quanto ne sappia, di ristorante "gourmet", che però resta ancorato ai prodotti ed alle ricette della Valle. Anche la cantina, molto ben fornita, soprattutto di vini locali, è valorizzata da una spettacolare ambientazione posta alla destra della porta di ingresso ed accessibile dai cliente che lo richiedono. Si vede che tutto è curato nei minimi dettagli ed anche il nostro pranzo è stato davvero ottimo!
  4. ACQUISTO: 8
    per i motivi sopra descritti, acquistare una bottiglia valdostana al "Foyer" è sufficientemente fair! Inoltre l'oste si impegna a dare le giuste indicazioni sui vini presenti nella carta
  5. PREZZO: 6,5
    a prescindere dal prezzo alla carta, che è per forza di cose un po' ricaricato, ho trovato il Masaren a circa 14 € in un negozio in Valtournenche paese. Ho già detto più volte della difficoltà di produrre vino in montagna e quindi non ho nulla da rimproverare al produttore, ma, come valore assoluto, credo che un vino del genere, proprio per la facilità di beva, starebbe meglio in una fascia di prezzo più bassa, tipo dai 7 ai 10 euro a bottiglia. Chissà mai che acquistata direttamente in cantina non rientri in questi parametri?!
VOTO MEDIO: 7,5